Quando il sangue fatica a risalire dalle gambe verso il cuore: una condizione molto diffusa che, se curata per tempo, si tiene sotto controllo.
L'insufficienza venosa cronica è una condizione in cui le vene delle gambe non riescono a riportare in modo adeguato il sangue al cuore, che quindi ristagna negli arti inferiori.
Si parla di forma organica quando le vene o le loro valvole sono danneggiate, ad esempio dalle vene varicose o dagli esiti di una trombosi venosa profonda (sindrome post-trombotica). Si parla di forma funzionale quando le vene sono integre ma lavorano in condizioni sfavorevoli, ad esempio per sovrappeso o immobilità.
I medici ne descrivono la gravità con la classificazione CEAP, che va dai semplici capillari fino all'ulcera venosa.
Valvole venose che non chiudono bene lasciano refluire il sangue verso il basso, aumentando la pressione nelle vene.
Una trombosi venosa profonda può danneggiare le valvole e lasciare un ostacolo al flusso: è la sindrome post-trombotica.
La predisposizione familiare, l'età e le gravidanze ripetute rendono le vene più fragili.
Sovrappeso, sedentarietà, lavoro in piedi o seduti a lungo e ridotta mobilità della caviglia peggiorano il ritorno venoso.
I sintomi aumentano a fine giornata, dopo molte ore in piedi e nella stagione calda, e migliorano con il riposo a gambe sollevate:
Una gamba che si gonfia improvvisamente, calda e dolente, soprattutto con affanno o dolore al torace, può essere una trombosi con embolia polmonare: chiama subito il 112 / 118.
La diagnosi parte dalla visita e si conferma con gli esami vascolari, che mostrano dove e quanto il sangue refluisce.
Storia clinica, sintomi, precedenti trombosi e osservazione delle gambe permettono di inquadrare lo stadio della malattia.
Valuta la struttura e il funzionamento di vene superficiali, profonde e perforanti, e la presenza di esiti di trombosi.
Misura le variazioni di volume della gamba e fornisce un'indicazione sull'efficienza complessiva del ritorno venoso.
Angio-TC, angio-RM o flebografia si usano nei casi selezionati, ad esempio per studiare ostruzioni delle vene del bacino.
L'obiettivo è ridurre la pressione nelle vene, alleviare i sintomi e prevenire le complicanze della pelle.
Calze elastiche terapeutiche o bendaggi, scelti dal medico per tipo e grado di compressione, sono la base della cura.
Camminare, esercitare la caviglia, ridurre il peso e sollevare le gambe migliorano il ritorno del sangue.
Alcuni farmaci, su indicazione medica, possono aiutare a ridurre pesantezza e gonfiore, in aggiunta alla compressione.
Scleroterapia, laser, radiofrequenza o chirurgia eliminano le vene malate che causano il reflusso, quando indicato.
Sì, se il medico le ha prescritte: proprio con il caldo i sintomi peggiorano. Esistono modelli più leggeri; l'importante è rispettare il grado di compressione indicato.
È una condizione che tende a progredire, ma con la compressione, il movimento e il trattamento delle varici si può rallentare e prevenire la comparsa di ulcere.
Il medico di medicina generale prescrive con impegnativa la visita angiologica e l'ecocolordoppler, prenotabili tramite CUP con pagamento del ticket dove previsto. Le calze elastiche terapeutiche e gli ausili per la compressione possono essere prescrivibili secondo le regole regionali. Il percorso prosegue negli ambulatori di flebologia e, quando serve, nei reparti di chirurgia vascolare.
Scopri la Flebologia, la sub-specializzazione che segue l'insufficienza venosa dalla diagnosi al trattamento.