I disturbi che possono indicare una malattia delle arterie, delle vene o dei vasi linfatici: come riconoscerli, quando parlarne con il medico e quando chiamare subito il 112.
Non metterti alla guida e non farti accompagnare in auto: chiama il 112 e attendi i soccorsi. Se una varice sanguina, sdraiati, solleva la gamba e premi con un panno pulito sul punto che sanguina.
Accanto ai sintomi che la persona percepisce ci sono i segni clinici, che il medico rileva con la visita e con gli esami. Ecco i più frequenti nelle malattie dei vasi.
Dolore o crampo al polpaccio, alla coscia o al gluteo che compare camminando e passa fermandosi per qualche minuto. È il sintomo tipico dell'arteriopatia degli arti inferiori.
Arteriopatia periferica →Dolore al piede di notte, che migliora tenendo la gamba fuori dal letto, e piccole ferite che non guariscono: sono segni di ischemia avanzata e vanno valutati con urgenza.
Aterosclerosi →Pesantezza, tensione e gonfiore di caviglie e gambe che peggiorano a fine giornata, con il caldo e stando a lungo in piedi, e migliorano sollevando le gambe.
Insufficienza venosa cronica →Contrazioni dolorose dei polpacci durante la notte. Sono frequenti e hanno molte cause; quando si associano a gonfiore e varici possono dipendere da un'insufficienza venosa.
Insufficienza venosa cronica →Vene superficiali dilatate e tortuose o piccoli capillari visibili sulla pelle. Oltre all'aspetto estetico possono dare fastidi e, in alcuni casi, complicazioni come la tromboflebite.
Vene varicose →Pelle più scura, secca, lucida o indurita, prurito ed eczema nella parte bassa della gamba. Sono segni di un'insufficienza venosa di lunga durata.
Insufficienza venosa cronica →Ferite della gamba o del piede che non guariscono in alcune settimane. Possono essere venose, arteriose o miste: capirne l'origine è indispensabile per curarle bene.
Ulcere venose →Al freddo o con un'emozione le dita diventano bianche, poi bluastre e infine rosse quando il sangue ritorna. Va valutato soprattutto se compare in età adulta o con altri sintomi.
Fenomeno di Raynaud →Un braccio o una gamba gonfi che non si sgonfiano con il riposo notturno, con senso di tensione e pelle che col tempo si ispessisce. Può essere un linfedema, anche dopo un intervento oncologico.
Linfedema secondario →Strisce rosse che risalgono dalla mano o dal piede, con febbre, brividi e linfonodi gonfi e dolenti: sono segni di un'infezione dei vasi linfatici, che va curata subito con antibiotici.
Linfangite →Alcuni disturbi sembrano banali, ma possono nascondere un problema della circolazione. Se persistono o si ripetono è sempre meglio parlarne con il medico.
Nelle persone con diabete i sintomi possono essere attenuati perché la sensibilità dei piedi è ridotta: una piccola ferita può passare inosservata e peggiorare in fretta.
Controlla i piedi ogni giorno e, se un disturbo è nuovo, intenso o insolito, chiedi un parere medico invece di aspettare.
No: il gonfiore può dipendere da insufficienza venosa, linfedema, alcuni farmaci, problemi del cuore, dei reni o del fegato. Se compare all'improvviso in una sola gamba, con dolore e calore, va valutato subito per escludere una trombosi venosa profonda.
No. Un dolore che compare sempre dopo una certa distanza e passa fermandosi può indicare un'arteriopatia periferica, che è anche un segnale di aterosclerosi in altri distretti. Parlane con il medico, che può prescrivere l'indice caviglia-braccio e l'ecocolordoppler.
Di solito la visita angiologica, seguita se necessario dall'ecocolordoppler arterioso o venoso e dall'indice caviglia-braccio. Il medico sceglie gli esami in base ai sintomi e alla storia clinica.
Scopri gli esami che l'angiologo può prescrivere per capire l'origine dei sintomi e scegliere la cura più adatta.